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Curiosità
Ingegneria Aerospaziale
di
Sebastian Cescolini

Quando ci si sente dire Ingegneria Aerospaziale
rimangono tutti colpiti, come fosse cosa dell’altro mondo. In realtà la laurea
triennale di Ingegneria Aerospaziale è molto simile a quelle di tutti gli altri
indirizzi di Ingegneria. Le materie che cambiano sono veramente poche, solamente
al 3^ anno si inizia ad assaporare realmente ciò che riguarda il mondo
aerospaziale; le materie diventano più tecniche e specifiche.
Però bisogna aspettare il Biennio della
specialistica per vedere finalmente ciò che si è scelto di studiare; le lauree
della specialistica sono due, quella aeronautica e quella spaziale.
Spesso vengono organizzati degli incontri con persone che vengono direttamente
dal mondo del lavoro, per farci venire in contatto con i possibili sbocchi
lavorativi che si hanno; tra le varie conferenze è da ricordare l’incontro con
l’astronauta Paolo Nespoli, uno con due ex studenti di Ingegneria Aerospaziale
di Pisa che lavorano nel Regno Unito per la Rolls-Royce, azienda leader mondiale
nel campo aerospaziale e non solo, e anche un incontro sulla storia dello
sviluppo italiano nel campo spaziale, iniziato agli albori del ‘900.
Per quanto mi riguarda ho scelto questo indirizzo con molta fatica: dopo la
maturità non avevo la più pallida idea di cosa volessi fare, se prendermi una
pausa di un anno o cominciare a studiare. Cominciai a informarmi su ogni genere
di di studi, da economia a medicina, da filosofia a ingegneria. Questa opzione
era dovuta al fatto che non avevo e non ho tutt’ora chiaro cosa mi piacerebbe
fare di lavoro. Infine puntai su quello che è stato sempre e solo un sogno più
che una possibilità, studiare lo spazio, oltre i confini del nostro mondo. Ho
scelto questo genere di studi anche perché sono sempre stato attratto dalla
scienza e dalla tecnologia, per cercare e scoprire cose nuove di un luogo
totalmente nuovo ed estraneo all’uomo. Oltre al sogno primordiale dell’uomo di
voler volare e raggiungere il cielo, mi piace l’idea che con lo sviluppo
tecnologico possiamo aprire nuovi orizzonti e nuovi sbocchi al di là del mondo
comune.
E’ proprio questa volontà di andare oltre il conosciuto, di scoprire cosa c’è al
di fuori di questo minuscolo puntino dove ci troviamo che mi ha spinto nella mia
scelta.
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